Non ho una soluzione
ai razzi e alle bombe in Oriente.
Perciò parlo di inezie.
lunedì 18 agosto 2014
mercoledì 13 agosto 2014
Sul viaggio
Che la meta non valga
il percorso si sa, ma ancor meno
vale dei tuoi compagni.
il percorso si sa, ma ancor meno
vale dei tuoi compagni.
lunedì 4 agosto 2014
Argento / Piombo
il mattino mi saluta con la mano
sulle foglie già bagnate cade ancora
delicata di uno scroscio che si attarda
questa pioggia di un'estate malriuscita
in una primavera sconfinata
e ogni ticchettio porta un pensiero
che ci culla nel suo seno di fragranze
che pozzanghera ristagna nel mio petto
così sarà più dolce il mio decollo
tra zanzare ossessive di ricordi
nel cielo mitigato
le traiettorie strane
dal tetto delle nubi sotto il cosmo
misture di passato nebulose
diventa casa anche l'ignoto
si somma il peso nel respiro
e non è troppa l'escursione
e quando guardo il mare spento
del mio collo rivolto verso l'alto
non so sfuggire al viso che riflette
la terra chiama col suo odore
se non spazzando con il palmo
rotondo di concreto
così da mescolare
si vola in pace facendo tappe brevi
nuovi contorni per abituali spettri
all'orizzonte la lastra aspetta liscia
lunedì 28 luglio 2014
Humanalfabeto
En tanto que no entiendo,
los días
me arañan encima
jeroglíficos
raros.
mercoledì 23 luglio 2014
Pollença
Ad ogni curva spudorata,
ad ogni cala ritrosa,
ad ogni salita di sassi come croste di ruggine,
scopro che il paradiso e l'inferno
sono la stessa cosa,
racchiusi in uno scoglio bianco
caduto dalla tasca dei jeans
strappati sopra le cosce salate
di un'Afrodite distratta,
forse ventenne.
Io non saprò mai i venti
densi e oscuri che la trascinano
per i capelli,
seguendo un linguaggio imprevedibile
a cui sono sordo per maledizione innata.
Beato colui che danza nella notte
e ruba quello che può
senza pretendere di capirlo.
Sua è la stella che già sta brillando
sopra una baia più distante,
ed ora, sua non è più.
ad ogni cala ritrosa,
ad ogni salita di sassi come croste di ruggine,
scopro che il paradiso e l'inferno
sono la stessa cosa,
racchiusi in uno scoglio bianco
caduto dalla tasca dei jeans
strappati sopra le cosce salate
di un'Afrodite distratta,
forse ventenne.
Io non saprò mai i venti
densi e oscuri che la trascinano
per i capelli,
seguendo un linguaggio imprevedibile
a cui sono sordo per maledizione innata.
Beato colui che danza nella notte
e ruba quello che può
senza pretendere di capirlo.
Sua è la stella che già sta brillando
sopra una baia più distante,
ed ora, sua non è più.
lunedì 14 luglio 2014
A-mor-do
Sotto la pelle quieta,
un mare di sangue bollente.
Io voglio le tue labbra.
un mare di sangue bollente.
Io voglio le tue labbra.
lunedì 7 luglio 2014
Pane al pane
Il nome delle cose,
le sere perdute a trovarlo
e a svelarlo su carta.
le sere perdute a trovarlo
e a svelarlo su carta.
Iscriviti a:
Post (Atom)