mercoledì 20 aprile 2016

Vinciamo

la pace dei sensi per noi
è fatta di guerre nel letto
che entrambi vinciamo alla fine
caduti e poi reduci ancora
la pelle sarà l'avamposto
dal quale avverrà la conquista
dell'uno e dell'altra insieme
mi sono già arreso felice
e tu fai lo stesso con me
mi invadi la mente e la prendi
lasciandomi in cambio la tua
le porte non sono più chiuse
perché ciò che vuoi tu lo voglio
e il sangue ribolle di vita

lunedì 21 marzo 2016

Screzi

la cenere fredda
di colpe non commesse
a sbuffi contrapposti
s'intromette a volte
anche dove è già pulito

una briciola una macchia
una lieve increspatura
turberà sempre la purezza
rendendola utopia

non c'è poesia
dove tutto è dritto e piano
non c'è vita
nella perfezione

sabato 19 marzo 2016

Papà

Quando sapevi tutto,
cercavo il tuo sì, come ora
che non sappiamo niente.

mercoledì 9 marzo 2016

Agrodolce

Con te mi piace fare
molte cose che odio,
per esempio guidare,
comprare abbigliamento,
dormire mentre russi,
il bacio dopo il fumo,
avere un gatto addosso.

Non è mai zuccherosa
come una meringata
la nostra mescolanza,
ma ravviva e sorprende
senza stuccare, come
cipolle in agrodolce.
Non sono ancora sazio.


sabato 13 febbraio 2016

Cinquesettecinque pubblica otto miei haiku

Cinquesettecinque, un blog molto curato che si occupa di diffondere in Italia la conoscenza delle forme poetiche giapponesi, ha pubblicato una selezione dei miei haiku.

Per me si tratta di un grande onore, tenuto conto del fatto che il mio approccio allo haiku è tutto fuorché ortodosso. Sono molto felice!

mercoledì 3 febbraio 2016

Il Taglio

Ieri sono stato in grava
là dove il fiume si dissangua
fino a scomparire,
là dove eri tu di notte
a fare la danza del fuoco
per non sentire la tua guerra
- tutte quante scoppiano da dentro.

Non danzavo io con te,
io sentivo invece
le lacrime della montagna
sui suoi frammenti strappati
diversi in tagli e consunzioni,
uguali nella sorte
uno accanto all'altro
non si parlavano
come noi
migrando a valle a poco a poco
come sempre
in questo confine senza fine,
tanti sassi e poco pane,
perché non si può rimanere
alla periferia dei tempi
e così il focolare sta dove uno va.

Verranno altre lingue a dire
gli argini e le strade, le vigne e i capannoni.
Se ci pensi è normale,
Dio, però, se brucia il taglio!


Pubblico questa poesia che ho composto per il Premio di Poesia Nelso Tracanelli alla fine dell'anno scorso. Ora che la premiazione è avvenuta, non c'è più bisogno che rimanga inedita.

venerdì 8 gennaio 2016

2015 in senryū

Quando mi divertivo a scrivere sciocchezze simili agli haiku, il mio amico e haijin Guido mi disse che i miei potevano essere piuttosto dei senryū, cioè dei componimenti con la stessa forma ma di contenuti umoristici o satirici. In realtà non penso che fossero né l'una né l'altra cosa, ma semplicemente delle poesiole di diciassette sillabe dal tono sarcastico, perché il sentimento umoristico che anima i veri senryū, come spesso accade per ciò che viene dal Giappone, è veramente molto sottile e a volte quasi troppo gentile per essere veramente caustico. Successivamente, quando ho cominciato a provare a scrivere haiku dignitosi, mi sono inventato una forma personale simile all'epigramma per sfogare le mie brevi eruttazioni acide: l'ahi! ahi! cucù.

Tuttavia, nel 2015 ho scritto anche qualche senryū vero e proprio (spero). Eccoli qui.

Sei così bella
che ti darei un Bashō:


Il caldo tarda,
ma sempre puntuali
son le zanzare


Il candidato
seduto al bar in piazza -
prima dov'era?


Ronzano i prati:
inizia la stagione
dei tosaerba


Allungo il passo
ma non restano indietro
i miei pensieri


Splendido sole
da lunedì a venerdì;
sabato, pioggia


Non più turisti
sulla riva di sera -
respira il mare


Il primo treno
non è abbastanza presto
per rivederti


Anche in vacanza
mi raggiunge ugualmente
malinconia


Inaspettato
momento di piacere:
e-mail di auguri


Sfreccia veloce
sulla tua moto nuova
addosso a un'auto

giovedì 7 gennaio 2016

2015 in haiku

Da qualche anno mi sono avvicinato alla poesia haiku, prima in modo irriverente, con l'intenzione di scrivere piccole stupidaggini per far ridere i miei amici, poi con sempre maggiore consapevolezza e serietà, che non significa però seriosità. Attualmente sono iscritto all'Associazione Italiana Haiku (AIH) alle cui iniziative cerco di partecipare, pur sapendo che ho ancora molte penne da consumare prima di potermi definire un haijin (poeta haiku) e che non essendo giapponese forse non lo sarò mai del tutto, perché il mio modo di percepire, sentire e pensare è ancorato alla mia cultura natale.

Detto questo, durante l'anno appena trascorso ho composto una discreta quantità di haiku, specialmente durante passeggiate o giri in bicicletta. Eccoli tutti di seguito in un unico post.

Giocan le gazze -
passo accanto veloce
in autostrada


Pioggia di maggio -
luccicante di luna 
è la mia strada


Dietro la casa
un drappeggio di stelle:
il gelsomino


Veglia una rosa
davanti a ogni filare
l'uva futura


La luna rosa -
il gatto si allontana
ombra silente


Finisce presto
un volo di formiche -
il ragno pranza


Monete d'oro
sull'argine del fosso -
occhi di volpe?


L'alba dirige
il coro degli uccelli
tra rosa e giallo


Tremola l'aria -
regna sulla campagna
il cielo in fiamme


Riecco la rana
duettare con la pioggia
tra un tuono e l'altro


Statua di sabbia:
siamese alla finestra
di fronte al sole


Distanti i trilli
intricati dei merli -
geranio rosso


Rami ondeggianti -
il canale si affretta
giallo di piogge


Il grano biondo -
è generosa d'ombra
l'unica quercia


Strada in discesa -
frullo d'ali nel nido
sopra la testa


Schiera di pioppi
guardiani del tramonto
riflesso in acqua


Candide pietre -
ha cambiato il suo corso
l'acqua gelata


Meriggio urbano -
la libellula danza
sulla vetrina


L'erba ingiallita
si muove appena un poco -
la sete ovunque


Sotto le siepi
le vite misteriose
di mille insetti


Cielo dell'ovest -
un fulmine zigzaga
come un kintsugi


Tramonto istriano -
all'improvviso il pino
sboccia d'uccelli


Sentiero ignoto
dischiuso tra le fronde -
farò ritardo


Campo autunnale -
tutti gli occhi puntati
sul fuoco acceso


Fresco d'ottobre - 
l'ulivo si ritorce
lungo i decenni


Mattino grigio -
perle di pioggia lungo
la ragnatela


In fondo al cielo
le montagne canute -
lame di vento


Sono le cinque:
già si stende sui tetti
la lunga notte


A dieci passi
il confine del mondo:
nebbia in pianura

lunedì 30 novembre 2015

Incontro

nel buio ci saranno meno passi
portento che più non è sorpresa
mi tieni pescandomi da dentro
attizzandomi l'aura della vita
spingendomi in alto ancora, di nuovo

ogni tanto devi ricordarlo
ma sento che con te si stingeranno
le paure, quel riflesso
nello specchio che sputa la mia faccia
è solo un po' di sporco

chiedo una zolla di letto al tuo fianco
per seminare un orto di ricordi
ti pagherò l'affitto in baci
mentre germoglia un universo
della misura di un abbraccio

e si accordano i ritmi nei petti
un poco alla volta nel tempo
un battito, un passo più incontro

martedì 24 novembre 2015

L'era erotica

È il 1° avanti Te,
ieri era il 3 dopo Te.
Questo ormai è il mio tempo.

lunedì 16 novembre 2015

Per il momento

per il momento
ogni giorno sorge il sole
non mi servono parole
che esorcizzino quello che sento
per il momento
l'ombra resta sotto i piedi
sono come tu mi vedi
senza guardia a difesa del mento
per il momento
come noti scrivo male
però sai che è normale
quando vivo più forte il momento
per il momento
lo stupore inatteso non finisce
porta pazienza
se mi do pizzicotti
pensando di sognare
per il momento
mi devo ancora abituare
che sia più bello fuori che dentro
per il momento

lunedì 9 novembre 2015

Sale

Le mani sono lune
che fanno salire la marea.
Una nave di sospiri
veleggia entro il tuo orecchio,
lingua per vela,
desiderio per timone.
Le onde si alzeranno
fino a rompere tutti gli ormeggi
e non ci sarà più nulla di sicuro
mentre ulula la tempesta
dei corpi.


lunedì 2 novembre 2015

Cinitero

Distrattamente passo
tra file di tombe dei sogni.
Chi si accontenta finge.

lunedì 12 ottobre 2015

Qualchedì

Svegliarsi dal senno,
saluto al solo,
lavarsi l'incoscienza,
colazione a ripetere:
caffelotta, una fetta di torto;
uscita d'insicurezza,
pendolare da forca,
indifeso d'ufficio;
pausa pianto;
aspettando godrò,
fare la pesa,
sulla strada di caso,
faccende domeste,
non ultima cena,
la ricerca dell'infelicità,
bagno d'esangue,
il sonno della ragione;
gatti di polvere di stelle
sotto il letto del fiume.


martedì 6 ottobre 2015

La stagione dei saluti

Al di là della finestra
su cui bussa la pioggia,
c'è il giallo della luce,
promessa calda che sa di biscotti
e ascolti levigati.
Non c'è serratura
e tanti sono stati i benvenuti,
brividi pochi
e le pantofole comode e vecchie.
Ma per tutti non è che una pausa
breve
tra due tappe di montagna
russa
e la porta si richiude
davanti ai ricordi impotenti.
L'autunno è la stagione dei saluti.
Più degli addii
siano gli arrivederci.

lunedì 28 settembre 2015

Legami

Forse la libertà
è scegliere gabbia e catene
di proprio gradimento.

martedì 15 settembre 2015

Emoto

Felicità e tristezza,
due foglie che volano al vento
inseguendosi sempre.

venerdì 4 settembre 2015

LeVita

Vola, non camminare:
nel prato coperto di spine
spuntano pochi fiori.

martedì 25 agosto 2015

Nirodha

Di voi non ho bisogno,
ma accetto con gioia la vostra
compagnia nel cammino.

venerdì 14 agosto 2015

Hai tu la mia chiave (testo senza musica)

I saluti già spenti nel silenzio
riaffiorano senza attesa i pensieri messi in pausa
ho la testa che sa di muschio e foglie secche
e lo sguardo che non sa uscire dai miei occhi
si scioglie la certezza in un brodo senza sale
e quello che sembrava solido e vero
già non lo capisco più
già non ci credo

ho costruito un labirinto di difetti
vuote le mani e vuoto il cielo da cui fuggono
mille storie dentro e fuori si rincorrono
ogni specchio ha qualche bordo tagliente
soffiami la nebbia via dal mio giardino
segnami di rosso le cose che sono vere
ferma il movimento di tutti i giroscopi
e deponimi negli occhi i sogni migliori
illuminami la porta per non restare fuori

Hai tu la mia chiave
hai tu la chiave
che può aprire la cassaforte
e far danzare la ballerina
e stringere le viti alle mie ali
che in fondo sono quasi uguali
alle tue e a quelle degli altri
perché nessuno è così speciale
tranne quando usa la chiave

La marea che come è salita abbandona la spiaggia
lasciandosi alle spalle un tappeto di conchiglie rotte
non sarò mai in grado di leggere tutte le tracce
l'aria si fa azzurra mettendomi premura
rubami le carte e mettile giù tutte scoperte
e poi svela la tua mano per giocare senza segreti
e tappami la bocca quando vorrai capirmi
e toglimi gli occhiali per farmi vedere meglio
e prendimi sotto braccio per viaggiare da fermi

Hai tu la mia chiave
hai tu la chiave
che può aprire la cassaforte
e far danzare la ballerina
e stringere le viti alle mie ali
che in fondo sono quasi uguali
alle tue e a quelle degli altri
perché nessuno è così speciale
tranne quando usa la chiave
che inizia qualsiasi partitura
che avvia tutti i motori
e mi fa ricordare che sono uno qualunque
che ha bisogno di qualcuno
per sentirsi normale
per sentirti normale

e costruire l'eccezionale